Il valore dei bitcoin

La criptovaluta più famosa al mondo ha conquistato le prime pagine in questo ultimo mese per avere raggiunto un record. Il valore dei bitcoin sfiora i 13 mila euro, per la precisione ha toccato, a dicembre 2017, quota 12.964 euro. Le monete digitali negli ultimi tempi hanno conquistato i mercati online e hanno fatto registrare grandi salite e grandi discese, ma la più popolare delle criptomonete è quella che ha avuto l’incremento maggiore, specialmente se confrontato con la valuta tradizionale del mercato comune. I massimi storici di un bitcoin sono dovuti alla fiducia dei risparmiatori, che usano proprio questo strumento per fare i loro scambi. Del resto il principio è esattamente lo stesso di quello usato dall’euro e da qualsiasi altra moneta reale: creare un rapporto di fiducia tra la gente. L’uso di una valuta la fa crescere, ma la differenza è che il bitcoin non subisce inflazione e ha una quantità massima di monete da emettere. Ciò in realtà significa che è più sicura, meno soggetta alle oscillazioni create dalle incertezze politiche e dagli scenari macroeconomici mondiali. La criptomoneta è nata nel 2009 e da allora si basa sull’unico metodo che può far variare il prezzo: il rapporto tra domanda e offerta. Non si possono acquistare da una banca, quindi chi vuole i bitcoin deve necessariamente prenderli da un miner, ovvero un operatore digitale che li gestisce. A quel punto si possono usare per prendere prodotti e servizi oppure per effettuare transazioni nel mercato online. Il Giappone, da poco tempo, ha riconosciuto i bitcoin come valuta straniera, contribuendo a far salire il suo valore e gli Stati Uniti d’America stanno meditando di seguire una strada simile. Questa moneta elettronica è voltatile, come ben sanno i trader, ma considerando che due anni fa non arrivava a 200 euro e oggi è quasi a 13 mila, significa che l’ascesa c’è ed è rapida, come può esserlo la discesa.

Il passato del bitcoin

Quando la criptovaluta è stata inventata e non aveva concorrenti, il suo valore ammontava a 6 centesimi di dollaro, ma alla fine del 2010, quindi dopo poco più di un anno, la quotazione era pari a 29 centesimi. L’aumento del 450% era dovuto a una buona dose di fiducia degli investitori, ma costituiva anche un buon inizio per chi ancora non era convinto dell’uso dei bitcoin. In conclusione d’anno, nel 2013, il valore era di oltre 100 dollari. La stabilità della criptomoneta sui mercati garantiva un impiego più ampio e consentiva alla moneta di crescere costantemente. L’innalzamento era del mille per cento. Una volta toccati i 10 mila euro, tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, era cominciata la discesa o forse il tracollo. Infatti era arrivato sotto i 300 dollari e poi sotto i 250. Negli USA arrivarono i primi provvedimenti, con arresti all’interno della principale banca che operava sui mercati virtuali dispensando bitcoin. Acquisti illegali della moneta avevano provocato un forte aumento della domanda. Una volta passate le vicende legate, la famosa criptovaluta aveva ricominciato a salire, con una certa costanza. Tra giugno 2016 e gennaio 2017 ci sono le prime impennate, sempre recuperate da improvvisi cali. Ora si è giunti al record di sempre, ma la domanda è: cosa accadrà a breve? Il futuro non può essere certo, proprio perché la moneta è più stabile di molte valute tradizionali, ma ciò non la mette al sicuro da possibili cambiamenti. Non ci sono controlli dei governi ma neppure il sostegno delle banche centrali agli eccessivi ribassi. A fare qualche previsione, però, ci sono analisti esperti che usano la scala temporale per occuparsi delle questioni economico-finanziarie e descrivere ciò che accadrà tra oggi e il 2030.

Il futuro dei bitcoin

Il ceo della società Blockchain ha elaborato un dossier in cui si descrive un boom dei bitcoin che si verificherà nei prossimi 13 anni. A usare la criptovaluta ci saranno investitori istituzionali, facendo salire gli utenti a 400 milioni. All’interno del documento si legge che vi è la forte probabilità che la moneta elettronica possa toccare i 500 mila dollari di valore. Peter Smith, cofondatore della compagnia hi-tech specializzata in dati e finanza, e Jeremy Liew, primo investitore di Snapchat, sono gli autori della rosea previsione. Si basano su specifici ragionamenti. Le rimesse, attività ideali per la criptomoneta, grazie alle basse commissioni, all’assenza di limiti di imposto, alla garanzia di anonimato e sicurezza nelle transazioni, potranno dare un nuovo e ulteriore impulso al prodotto digitale. La Banca Mondiale ha dichiarato che le rimesse con la criptovaluta ammontano già allo 0,75% del Pil mondiale e quindi conferma quanto affermato dai due esperti. Inoltre le incertezze politiche che riguardano il Regno Unito, gli USA e alcuni Stati in via di sviluppo andrebbero a spingere investitori e risparmiatori ad affidarsi ai bitcoin, trattandoli come una moneta rifugio. Un altro segnale importante è rappresentato dall’aumento delle transazioni senza l’uso di denaro contante che avvengono con sistemi di pagamento elettronici, attraverso smartphone. Va considerato anche l’aumento di utenti tra il 2013 e il 2017, passato da 120 mila a 6,5 milioni. In questo contesto la capitalizzazione di mercato dovrebbe arrivare fino a 10 trilioni di dollari. Potrebbero esserci degli errori nelle teorie e nelle proiezioni, ma le ipotesi fatte ora sembrano trovare più riscontri certi.