Oggi minare Bitcoin è sempre più difficile. I costi dell’energia elettrica e la necessaria potenza di calcolo rendono l’attività di estrazione di questa criptovaluta sempre più impegnativa sotto vari fronti. Il rischio, complici anche le fluttuazioni di prezzo della stessa, è di non guadagnarci a sufficienza.

Ci sono però luoghi migliori di altri per minare BTC, eccone uno. Forse state pensando alla Cina e in effetti alcune delle maggiori “miniere” di criptomonete si trovano proprio nel paese asiatico, ci sono però anche altri luoghi molto interessanti.

In alcune aree dello stato di Washington, ad esempio, ci sono pochi abitanti e grazie ad alcune centrali idroelettriche, l’energia elettrica costa poco. Fino a qualche anno fa quell’elettricità, ricavata dal fiume Columbia, veniva principalmente venduta alle aree più popolose della costa ovest degli Stati Uniti, ora quell’energia contribuisce sempre di più ad alimentare migliaia di computer destinati all’estrazione dei preziosi Bitcoin, così come a quella di altre criptovalute.

In alcune località dello stato americano di Washington sono quindi arrivati numerosi miners, da ogni parte del mondo.

Anni fa bastava un normale personal computer per sperare di ottenere un piccolo gruzzolo di Bitcoin. Da un paio d’anni a questa parte la musica è decisamente cambiata e per essere competitivi bisogna aprire quelle che qualcuno già chiama fabbriche, che valgono la pena di essere avviate solo se, come ovvio, i costi sono minori dei ricavi.

Tra affitto degli spazi, acquisto dell’hardware, ecc. i margini sono spesso molto contenuti, una bolletta elettrica più contenuta può veramente fare la differenza.