Un aspetto inizialmente non considerato riguardo l’ormai famosissima e conosciuta moneta virtuale Bitcoin riguarda l’aspetto ecologico.
Essendo questa moneta di tipo virtuale e non cartacea come tutte le normali monete a corso legale può apparire sin da subito come una moneta che consente di avere un impatto ecologico nettamente minore. Scopriamo insieme quali possono essere le caratteristiche ed i vantaggi e gli svantaggi che essa comporta nell’ambito ecologico rispetto alle tradizionali moneta cartacee.

I risparmi derivanti dalla stampa delle monete

Sicuramente la diffusione del Bitcoin e di tutte le cripto valute può apparire come un’occasione di risparmio ecologico. Il risparmio riguardante la mancata stampa di monete è certamente un fattore che ha dei punti di vantaggio in termini di risparmio ecologico rispetto alle monete tradizionali, tanto da apparire come una moneta a costo zero.
Sicuramente dal punto di vista riguardante la stampa delle monete ciò è vero, ma non si può definirla certamente una moneta a costo ed impatto zero. Per fare un confronto si devono considerare altri aspetti e costi che la gestione e la produzione che comporta questa moneta.

I costi e l’impatto ecologico del Bitcoin

Il Bitcoin, come le altre cripto valute, se pur esenti da costi che riguardano la stampa delle monete non sono prive di costi ad impatto ecologico.
Essendo tale moneta interamente virtuale necessita di importanti costi energetici per ogni singola transazione. Si pensi che ogni singola transazione con il Bitcoin richiede circa 215 kwh di energia per essere processata. Per fare un confronto ciò equivale a quanto all’incirca spende una famiglia americana in ua settimana.
Il Bitcoin oggi è considerato ed utilizzato prevalentemente come forma di risparmio e di investimento che come mezzo di scambio, tuttavia se venisse impiegato in misura crescente come mezzo di pagamento l’impatto ecologico che avrebbe sarebbe in crescita e certamente maggiore.
L’affermarsi come strumento di scambio renderebbe il Bitcoin più costoso in termini di energia per il suo mantenimento e gestione. Evidenziamo anche come nel mercato molti tra gli investitori sono sempre più attenti e sensibili ai temi che riguardano l’ambiente, e se a questo uniamo i timori per la mancanza di governance globale e quelli legati ad un possibile utilizzo in operazioni che riguardano il cyber crimini sul mercato nero negli investitori che hanno a cuore gli investimenti responsabili potrebbero nascere delle forti perplessità e timori.
La fiducia e la quantità degli scambi è fondamentale per lo sviluppo di questo tipo di valute. In ogni caso gli investitori più favorevoli alla diffusione di queste tipo di valute ritiene che l’aumento dei loro scambi porterà ad una contrazione degli scambi con le monete tradizionali. Tale contrazione di scambi del denaro tradizionale potrebbe controbilanciare l’impatto ecologico crescente del Bitcoin, generando un vantaggio in termini di impatto ecologico dato dalla riduzione degli impatti del denaro tradizionale.
Nelle ipotesi devono essere considerati anche i progressi tecnologici. La tecnologia potrebbe sempre di più aiutare a creare strumenti di calcolo più efficienti, in grado di consumare meno energia gestendo una quantità di dati sempre maggiore e migliore. In futuro riguardo queste valute lo sviluppo della tecnologia avrà certamente l’obiettivo di garantire un maggior numero di transazioni e contemporaneamente un maggior risparmio energetico.

Il confronto con i costi energetici tradizionali ed il protocollo di Parigi

Un’importante confronto tra le valute (tradizionali e virtuali) va visto mettendo a confronto i due sistemi.
Un dato indicativo ad esempio a svantaggio del Bitcoin ci dimostra come il circuito delle carte VISA che gestisce un numero di transazioni di 700 volte superiore a quelle che avvengono con il Bitcoin consuma ben trenta volte in meno delle transazioni che avvengono con il Bitcoin. Il risparmio in termini ambientali delle monete tradizionali è evidente, ma per dare un giudizio definitivo si dovrebbe fare un raffronto comparato con il risparmio derivante dal minor utilizzo delle monete tradizionali. Da tale confronto e paragone dipenderà il giudizio definitivo su quale sia il vantaggio e la sua entità nel futuro.
Il consumo energetico è quello che preoccupa fortemente riguardo al Bitcoin, il cosiddetto terzo pilastro della sostenibilità dopo quello ambientale ed economico. Attualmente altre stime indicano che le transazioni in rete in cripto valute consumano tanto quanto l’energia di Paesi come l’Olanda o la Svizzera. Appare chiaro così come due mondi distinti e differenti come la finanza e l’ambiente paiono avere dei punti di contatto, che possono influire al punto tale da creare delle riflessioni e discussioni riguardo gli accordi sui cambiamenti climatici recentemente stipulati a Parigi.
L’evoluzione di queste discussioni unite al progresso dello sviluppo tecnologico sono fondamentali oggi non solo per il mondo ma anche per la finanza globale in cui si sta affermando sempre di più il mondo del Bitcoin.
Le cripto valute hanno notevoli punti di forza e i tra i loro vantaggi l’impatto ecologico rispetto alle valute tradizionali va valutato a fondo e con attenzione. Potrebbe essere possibile, come sostenuto dai fautori delle valute, che i vantaggi siano nettamente superiori e maggiori in futuro di quelli che si possono percepire oggi.Il futuro pare essere dalla parte delle cripto valute ma il giudizio finale e definitivo andrebbe dato con calma e con maggiori dati a disposizione.